Prisoner of Utada Hikaru
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Utada HikaruUtada Hikaru, la storia.

Breve e incompleta introduzione al mondo di Hikki

Utada Hikaru è una fra le cantautrici giapponesi più famose di sempre, sia in patria che all'estero. Il suo successo è autentico e ampiamente meritato, non frutto delle strategie di mercato che vengono spesso utilizzate per molte altre interpreti giapponesi. Nel 1999, a soli 16 anni è riuscita a conquistarsi un record tutt'ora imbattuto per l'album (tra l'altro di debutto) più venduto nella storia del Giappone. Utada Hikaru è stata anche la prima artista orientale, nonche la più giovane, ad avere l'onore di tenere un MTV Unplugged.

Breve Biografia

Hikaru Utada è nata il 19 Gennaio 1983 a New York. La sua vita è stata fin dagli inizi segnata dalla musica: sua madre, Junko Utada, negli anni 70 era una delle cantanti più famose del Giappone (conosciuta col nome d'arte Keiko Fuji), mentre suo padre, Teruzane Utada, divenne un produttore musicale dopo il matrimonio con Junko.
Hikaru cominciò a studiare pianoforte all'età di tre anni, e il suo amore per la musica crebbe costantemente col passare degli anni. Iniziò ad ascoltare una vasta varietà di generi musicali; tutto dai Beatles ai Led Zeppelin (i suoi eclettici gusti musicali influenzaranno più tardi la sua stessa produzione artistica). In questa suo studio dei vari generi musicali, Utada venne a contatto con l'R&B, lo stile che le farà conquistare fama e successo in Giappone.
A metà degli anni 90, all'età di 13 anni, Utada registrò, con il nome di "Cubic U", un album in inglese dal titolo "Precious" che, per problemi della casa discografica, venne mal distribuito negli US e solo molti anni più tardi in Giappone. Nonostante ciò, dopo aver sentito i brani di quest'album, l'esecutivo giapponese della Toshiba EMI Records decise di proporre ad Utada Hikaru un contratto come cantante in lingua giapponese. Il contratto venne firmato dando così il via ai piani per il debutto di Utada in Giappone.
Nel 1998 Utada debuttò con il suo nome per la Toshiba EMI e, grazie al singolo "Automatic", ottenne buone critiche per la sua musica forte ed emotiva. Era probabilmente la prima volta che il Giappone si trovava esposto allo stile occidentale del R&B, e gli effetti del suo debutto possono essere percepiti anche oggi. Il suo album giapponese di debutto, intitolato "First Love", ha venduto circa 10 milioni di copie, divenendo così l'album più venduto nella storia del Giappone. Con due album giapponesi all'attivo e milioni di dischi venduti in tutto il mondo, Utada cominciò il suo viaggio verso la fama internazionale. Nel Luglio 2001 registrò una canzone intitolata "Blow My Whistle" per la colonna sonora del film "Rush Hour 2". Nel Febbraio 2002, Utada firmò un secondo contratto internazionale con la Island Def Jam Records, cogliendo di sorpresa molti nell'industria musicale: il suo contratto con la Island Def Jam prevedeva la pubblicazione di almeno un album in inglese sotto il nome di Utada. La data d'uscita slittò dal tardo 2002 ai primi mesi del 2003, per essere poi annullata dopo l'annuncio della malattia di Hikaru che avrebbe dovuto essere operata per un tumore alle ovaie. Nel 2002 venne pubblicato un terzo album giapponese ("Deep River") e, nel settembre dello stesso anno, Utada Hikaru scioccò i fans sposando Kiriya Kazuaki, fotografo e regista che aveva diretto alcuni dei video musicali di Hikaru e che si era occupato di molte delle copertine dei suoi CD (i due hanno però divorziato nel Marzo 2007).
Dopo molti rinvii e annullamenti, il 5 Ottobre 2004 Island Records lanciò sul mercato "EXODUS" il suo album di debutto in inglese. Nonostante la presenza di una collaborazione con il famoso produttore Timbaland e il batterista dei Mars Volta, Jon Theodore, le vendite dell'album negli US sono state deludenti rispetto alle aspettative (l'album ha avuto successo in Giappone e ha trovato una buona accoglienza nel Regno Unito). Ci sono stati però alcuni buoni risultati come il primo posto nella "Billboard's Hot Dance/Club Play chart" per il singolo "Devil Inside" e gli elogi ricevuti dal USA Today e da Elton John.
Seppure le vendite siano state deludenti, Utada è riuscita comunque ad esprime la propria soddisfazione dichiarando che EXODUS è stato un passo necessario nella sua crescita come artista: dopo essersi sentita soffocata in Giappone, la libertà di poter scrivere in inglese ha portato alla luce differenti sfacettature di Utada, le ha permesso di migliorare e arricchire le sue abilità di musicista e produttrice; l'influenza di quest'esperienza può essere chiaramente sentita nei lavori pubblicati dopo EXODUS (ovvero, gli album "Ultra Blue" e "Heart Station").

Mentre molte stelle giapponesi del pop si sono fermate, soddisfatte di ciò che hanno conquistato, Utada ha cominciato a percorrere un persorso di auto analisi che raramente si vede nel mondo del pop giapponese. Ad ogni nuovo passo compiuto, le sperimentazioni musicali di Utada Hikaru ci ricordano perchè e come lei sia riuscita a rimanere un'artista affermata per ormai più di dieci anni.
Anche se questo tipo di sperimentazioni ha allontanato alcuni dei suoi ascoltatori, il suo desiderio di provare nuove strade mai percorse prima, è ciò che continua a fare di Utada un'artista chiave nel panorama, in continua trasformazione, della musica pop giapponese.

Utada Hikaru, i giapponesi e la pronuncia inglese

Utada Hikaru ha vissuto negli Stati Uniti per diversi anni, frequentando anche la Columbia University, pertanto l'inglese è, a tutti gli effetti, la sua seconda lingua (molti fans americani stupendosi della sua pronuncia, spesso dimenticano che Utada Hikaru, essendo nata negli Stati Uniti, è anche cittadina americana).

Nel panorama musicale odierno giapponese è sempre più frequente l'uso di titoli inglesi e il ricorso all'integrazione nei testi di brevi frasi o di semplici parole sempre in inglese. Capita a volte che gli artisti si cimentino in canzoni con testo in questa lingua ed è per questo che alcuni di loro seguono corsi di dizione, ma, nonostante ciò, molto raramente raggiungono un livello simile a quello di Utada Hikaru.

Per i giapponesi parlare in inglese risulta abbastanza complicato, non solo perchè scriverlo e leggerlo significa conoscere un alfabeto del tutto diverso dal loro, ma anche perchè gli ideogrammi giapponesi, fatta eccezione per le vocali, rappresentano sempre il suono di una sillaba (il sillabario giapponese prevede per questo motivo 50 caratteri). I giapponesi, salvo rare eccezioni, non prevedono nella propria lingua la presenza di due consonanti vicine e trovano quindi qualche difficoltà in più nel doverne imparare la pronuncia delle lingue straniere. Nel giapponese, inoltre, non esistono il suono della lettera "L" (la loro pronuncia della "R" è una via di mezzo fra la nostra "R" ed "L", ma molto più spostata verso la prima) e "V", mentre la lettera "F" è presente solo come sillaba "FU". I giapponesi hanno perciò affiancato al loro sillabario usato normalmente (l'hiragana), un secondo sillabario chiamato katakana, il quale viene utilizzato soprattutto per rappresentare le parole di origine straniera (escluse quelle di origine cinese), indicando anche il modo in cui queste vanno pronunciate. Alcuni brevi esempi per chiarire la questione: un nome italiano come "Marco", verebbe trascritto in katakana come "Maruko", mentre la parola inglese "soundtrack" viene invece trascritta, sempre in katakana, come "saundotorakku". Alcuni artisti , come ad esempio Gackt, sono così giunti anche ad inserire, nei testi delle canzoni, frasi inglesi prive di senso logico, per il semplice motivo che la loro pronuncia richiama quella di altre parole giapponesi.

Le difficoltà legate alla lingua sono uno degli ostacoli maggiori che impediscono alla musica pop giapponese di entrare con successo nel mercato musicale internazionale, dominato al giorno d'oggi dalle produzioni americane ed inglesi; molti vedono così in Utada Hikaru l'unica speranza di una futura apertura dell'estero al Giappone.


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